SpasmoX e gli “eroi criminali”
degli anni Sessanta

acquista su www.weirdbook.itTra i personaggi inventati da Sebastiano Vilella, SpasmoX è indubbiamente quello più oscuro e sfuggente di tutti. Un “cattivo” del fumetto italiano che dopo il suo esordio a puntate per la rivista “Nero” della Granata Press nei primi anni Novanta (con il titolo Spas-Mex), rimane per molti anni nel cassetto per essere poi pubblicato da NPE nel 2008 in un unico volume dal titolo Il gioco delle passioni. Ma ci sono personaggi che vivono oltre carta, che non smettono di respirare nella testa e nel cuore di chi li ha concepiti, personaggi in cerca di una nuova storia, di un’altra possibilità, di un’occasione per tornare all’attenzione del grande pubblico.

Come lo stesso Vilella l’ha definito, SpasmoX è un «tipico personaggio da fumetto nero italiano degli anni ’60, un Kriminal, un Killing… a cui far indossare un lungo impermeabile lucido e nero adatto ad una notte di pioggia. Un losco figuro in tuta da scheletro, insomma, a cui mettere in mano un coltellaccio da macellaio, un tipaccio che mai vorresti incontrare tornando a casa tardi di sera.»

A dieci anni di distanza dalla sua ultima apparizione, SpasmoX – Torbido torna nelle fumetterie in una nuova edizione che sarà presentata al Romics 2019 allo stand Panini, che distribuisce il fumetto in esclusiva. La storia è scritta da Sebastiano Vilella, che rimane in regia ma si affida ad Alfonso Elia per i disegni e le atmosfere.

L’autore del commissario Grimaldi ha pubblicato diverse storie da lui scritte e sceneggiate, poi realizzate da altri disegnatori. «Essendo io stesso un disegnatore, sono portato naturalmente a immaginare determinati risultati visivi, secondo una sensibilità che è propriamente personale. È quindi necessario che ci sia una particolare affinità espressiva tra me e il disegnatore, perché il risultato finale sia per me soddisfacente, il che non si verifica sempre: però in questo caso l’unità di intenti è stata perfetta. Alfonso ha lavorato con grande entusiasmo e quanto mi sembra notevole: le atmosfere da vero nero italiano, dinamico, spregiudicato, duro e a tratti ironico, credo ci siano pienamente.»

acquista su www.weirdbook.itLa sceneggiatura originale riprende il soggetto di un fumetto pubblicato nel 1985 sul quotidiano “Reporter”. Una storia in sette tavole di dodici vignette ciascuna, che partendo da fatti di cronaca nera (all’epoca si parlava ancora del mostro di Firenze!) si sviluppava intorno alla minaccia e alla paura di qualcuno o qualcosa che potesse sconvolgere la vita privata di chiunque, colpire d’improvviso e annientare tutte le sue certezze e la sua intera esistenza. Qualcosa di fortemente destabilizzante, qualcuno di cui nulla si sa, che può irrompere improvvisamente nella routine quotidiana di in un individuo o di una coppia o di un organismo familiare organizzato, armonioso e distruggerlo, al puro scopo di annientarlo, perché il male è così: senza senso e si nutre solo di se stesso. Ma in questo racconto, il male non si incarna in un personaggio preciso, piuttosto matura e marcisce nella mente della vittima, cresce nell’ossessione di esserne colpito, travolto, di diventarne vittima incolpevole e nell’esigenza di difendersi, diventa egli stesso l’espressione più incontrollata del male. Una vittima delle sue stesse paure che si fa scheggia impazzita e si trasforma in una minaccia sociale. Questo in fondo è SpasmoX e per questo nessuno sa chi sia davvero, perché SpasmoX è potenzialmente ciascuno di noi.

Come lo stesso Vilella ha raccontato, Alfonso Elia «ha inteso e introiettato al meglio le caratteristiche peculiari del mio “non personaggio”, e nel giro di diversi mesi gli ha dato forma e sostanza, sottoponendosi stoicamente ad una lunga serie di suggerimenti e interventi da parte mia, che hanno protratto non di poco la conclusione effettiva del lavoro.  Alla fine però, abbiamo realizzato una storia originale, differente da qualsiasi altra, nerissima nella struttura e nella sostanza, ma fortemente impregnata di un presente riconoscibile, fosco, privo di certezze e di stabilità sociale. Un racconto crudelmente satirico, maturato assorbendo le tensioni reali del tempo; si era nel 2014 e una crisi economica gravissima aveva investito il nostro Paese mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro e la sicurezza di moltissime famiglie. Una crisi a ben vedere, non ancora superata, che viene raccontata in una storia di taglio poliziesco, in cui non si rinuncia a mostrare gli aspetti più biechi di un diffuso disagio sociale. Eppure, SpasmoX – Torbido è anche un racconto in cui è possibile persino sorridere, attraverso i meccanismi parossistici e surreali che si vanno ad innescare nello sviluppo dell’intreccio narrativo e della realtà stessa.»

acquista su www.weirdbook.itSpasmoX – Torbido è un omaggio voluto a quei fumetti neri che imperversarono negli anni Sessanta, fumetti che il protagonista del racconto leggeva da ragazzino, ma anche una metafora e denuncia dell’epoca in cui viviamo: l’esigenza di protagonismo a tutti i costi, le difficoltà che si sopportano ogni giorno con la paura di perdere quello per cui duramente si è sempre lottato. Alla ricerca della verità troviamo una coraggiosa ispettrice di Polizia, Italia Grimaldi, nipote del commissario creato negli anni ’80” da Sebastiano Vilella. «Uno dei protagonisti è Giancarlo Cardini – ha spiegato Elia –  un architetto ormai vicino agli “anta” che affronta a suo modo una crisi coniugale e lavorativa. Non a caso il fumetto è stato realizzato negli anni d’insediamento del governo di Mario Monti e della riforma di Elsa Fornero che, al di là delle sue reali intenzioni, a mio parere peggiorò la percezione della crisi economica. Poi Vilella, come al solito, si diverte a giocare con gli aspetti del sociale e con le psicologie e le debolezze dell’uomo comune attraverso i suoi dialoghi dal taglio “verista” e la sua ironia che riesce sempre a spingere alla riflessione. Troviamo nel fumetto anche il conduttore di un famoso talk-show televisivo della Rai. Indovinate chi è? L’altro personaggio è Italia, la nipote del Commissario. Lo stesso nome di mia madre scomparsa da poco. Mi era sembrato un po’ un segno del destino, anche per chi come me è un po’ scettico. Italia ha seguito le orme dello zio Italo, che in questo fumetto appare ormai centenario in un bel duetto con la nipote.»

 

«Una storia nerissima
nella struttura e nella sostanza,
ma fortemente impregnata
di un presente riconoscibile,
fosco, privo di certezze
e di stabilità sociale»

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